giovedì 2 luglio 2009

A.A.A.

...cercasi:

cliente facoltoso

che mi permetta di fare il lavoro che amo fare nel modo che piace a me e che non mi costringa a far quadrare conti e bilanci.

certo, ragiono, ma non son mica un ragioniere-contabile-commercialista...il progetto si fa anche con i numeri ma non mi possono togliere la salute per evitare di tagliare un top da cucina.



eccheca...

mercoledì 1 luglio 2009

L U G L I O

Georges Rouault (1871-1958) Ecce homo, 1937-41.
Musée national d’art moderne, Paris.

"Non parlate di me se non per esaltare l'arte, non fatemi passare per un tizzone fumante della rivolta e della negazione, quello che ho fatto non è niente, un grido nella notte, un singhiozzo soffocato, un riso strozzato. Nel mondo ogni giorno mille e mille poveri, che valgono più di me, muoiono sfiancati dal lavoro. Io sono l'amico silenzioso di quelli che soffrono nel solco profondo; io sono l'edera della miseria eterna che si attacca al muro marcio dietro al quale l'umanità ribelle nasconde i suoi vizi e le sue virtù. Cristiano, in questo tempo così incerto, io non credo ad altro che a Gesù sulla croce". ( ...)
George Rouault

martedì 23 giugno 2009

peter zumthor

L'architetto svizzero Peter Zumthor è stato insignito del Pritzker Architecture Prize 2009, il più importante premio di architettura a livello mondiale, istituito nel 1979 dalla Hyatt Foundation, che conferisce ogni anno un importante riconoscimento ad architetti ancora in vita il cui lavoro, prova di talento, impegno e capacità immaginative, rappresenti un contributo significativo, attraverso l'arte dell'architettura, all'umanità e all'ambiente. Anche se la maggior parte del suo lavoro è in Svizzera, Zumthor ha progettato anche in Germania, Austria, Paesi Bassi, Inghilterra, Spagna, Norvegia, Finlandia e Stati Uniti.Nato a Basilea nel 1943, membro onorario del Royal Institute of British Architects dal 2000, Zumthor è autore di numerose opere famose tra cui le Terme di Vals, considerate il suo capolavoro.
"Credo che l'architettura oggi debba riflettere sui compiti e le possibilità che gli sono propri per natura. L'architettura non è un veicolo o un simbolo che va al di là della sua essenza. In una società che celebra l'inessenziale, l'architettura può opporre resistenza contrastare forme e di significati, per parlare la propria lingua. Credo che il linguaggio di architettura non sia una questione di uno stile specifico. Ogni architettura è costruita per un uso specifico in un luogo specifico e per una specifica società. Le mie architetture cercare di risolvere le questioni che emergono da questi semplici fatti con la massima precisione critica".
Thinking Architecture, Peter Zumthor.





venerdì 19 giugno 2009

sogno o son desta?

"buon fine settimana a tutti e che il caldo sia con voi.
io me ne starò al riparo.
chiusa, tappata in casa.
uscirò solo per dire qualche sì".
ecco, gians, questo potrebbe andar bene come post su feisbuc.
sintetico, sincero.
senza troppe elaborazioni.

così come mi sento io adesso.

troppi pensieri proiettati in un futuro non troppo lontano
l'ansia sale
e pure la pressione.
è il caldo, mi dico.
ma non ci credo poi tanto.
spero di poter dormire, stanotte.

martedì 16 giugno 2009

abball'cu mme


un gran bel concerto-spettacolo.
un ritmo ed un sound, scandito dai bottari di portico, sale lentamente, coinvolge la piazza e porta a ballare tutti, anziani compresi.
uno splendido viaggio nel mondo della musica etnica partenopea che si mescola a quella medio-orientale, con un sottofondo palpitante di botti e bastoni.
enzo avitabile è un grande artista. un brother, come dice lui stesso!
[ha onorato in maniera egregia il suo impegno pur avendo perso la mamma, due giorni fa].
mio figlio, che ha le percussioni nel sangue, non dimenticherà facilmente questa serata...




domenica 14 giugno 2009

corpus domini



Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua. Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
(dal Vangelo di Marco 14,12-16.22-26)

oggi si celebra il Corpo ed il Sangue di Cristo.
a volte la nostra preoccupazione riguardo la Messa domenicale sembra cadere tutta sul Pane e sul Vino consacrati come Corpo e Sangue di Cristo, mentre prestiamo poca attenzione al Corpo di Cristo che è la comunità che sta celebrando. Nella nostra mentalità si è molto radicata una concezione di Messa come fatto personale, quasi magico, con Dio che possiamo “toccare” nella particola che riceviamo alla comunione. Le nostre Messe assomigliano sempre più a dei pranzi veloci di lavoro, dove si cerca di mangiare soli e senza troppi legami con chi sta accanto… (
continua qui)

sabato 13 giugno 2009

...

Vorrei non aver mai letto.
Un bambino di 9 anni che affronta il suo ultimo gioco.
E, di fronte ad una vita che si recide, si indaga circa la colpa e la causa.
La colpa. Facile farla ricadere su genitori e scuola.
La causa. Difficile per genitori e scuola essere attenti ai vari segnali che i ragazzi lanciano, inavveritamente, inconsapevolmente.
Non si riesce a coglierli perché si è troppo impegnati nel mestiere di adulti.
Ed anche loro, piccoli, indifesi, giocano ad imitare i grandi.
La mente si ferma all'angoscia.
Ed il cuore è vicino al dolore di una mamma e di un papà.